| Posted on July 12, 2011 at 9:56 AM |
C'erano una volta un assessore e un consigliere al comune di Avellino,
questo assessore e questo consigliere ogni due mesi ricevevano una fattura telefonica di 300€ intestata al loro numero di telefonino. Questa fattura era pagata dai cittadini della Città di Avellino attraverso le loro tasse . I cittadini facevano chi il commerciante, chi l'impiegato, chi il cuoco, chi l'artigiano, chi l'agricoltore, e non potevano anche amministrare la Città per questo avevano delegato quell'assessore e quel consigliere. Una volta pagata la bolletta l'assessore e il consigliere mettevano la ricevuta online nella sezione "spese comunali" sul sito internet del comune. I cittadini erano contenti di pagare quelle fatture perchè avevano deciso insieme che quella era la spesa minima che un consigliere e un assessore potessero avere di telefono. Del resto il telefono era un mezzo importante per il lavoro perché serviva a far funzionare bene le cose in città e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Un bel giorno però, arriva il postino e recapita una bolletta della TIM di 15000€ all'uno e 10000€ all'altro. Allora i due si guardano e dicono:" Mamma mia che megabolletta!" . I due non riescono a spiegarsi come sia accaduto, loro non avrebbero mai speso un cifra così alta senza controllare perchè sapevano che a pagarla sarebbero stati i cittadini. Allora inviarono un comunicato a tutti i giornali dicendo che la TIM gli aveva recapitato una bolletta esagerata con dei soldi che loro non avevano mai speso. La notizia rimbalzò su tutti i giornali e i giornalisti tempestarono la TIM di telefonate per avere chiarimenti . La TIM così pressata indagò subito sulla vicenda e la sera stessa l'amministratore delegato inviò un comunicato a tutti i giornali scusandosi con tutti i cittadini di Avellino e con l'assessore e il consigliere. Inoltre dissero che al massimo il giorno dopo avrebbero scritto una raccomandata e un fax di annullamento della megabolletta. I giornali del mattino dopo riportarono l'avvenuto chiarimento, ma in attesa dei due documenti. Il giorno dopo ancora, arrivarono il fax e la raccomandata di annullamento della megabolletta al Comune di Avellino. Così la sera il consigliere e l'assessore indissero una conferenza stampa per mostrare il documento a tutti e chiarirono definitivamente la loro posizione. E tutti vissero felici, contenti e trasparenti....
ma questa è solo una favola
PS: ogni riferimento a cose , persone, istituzioni e/o aziende realmente esistenti è puramente casuale.
"Gira e rigira, sempre lì si torna. All'uso dei soldi pubblici per raccogliere consensi e mantenere le rendite di potere. [...]Vale per il sindaco di centrosinistra di Avellino Giuseppe Galasso, che nel dicembre del 2006 è riuscito a tagliare (lui sperava la metà
solo 55 dei 347 telefonini a disposizione degli assessori e degli impiegati e ha dovuto pagare una bolletta supplementare di 15.000 euro. " (cit. Sergio Rizzo - Gian Antonio Stella, La casta - Così i politici italiani sono diventati intoccabili, Rizzoli, 2007, pp. 300. ISBN 8817017145)
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